Queste pagine non hanno alcuna pretesa editoriale ed il loro contenuto non vuole rappresentare altro se non il mio pensiero in merito ad argomenti di attualità.

 

R. Caponeri

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Chi offre l'immobile ad una Casa-Famiglia per handicappati, ci deve pagare anche l'IMU?

L' IMU, che veniva richiesta a tante ONLUS ed Enti benefici viene giustamente eliminata dal Ministro Riccardi appena prima che il Governo Monti decada. Viene però soppressa solo per edifici concessi in comodato d’uso gratuito ad onlus derivanti da Enti o onlus "madri". Così facendo vengono agevolati vari Enti religiosi e talune cooperative, ma non viene soppressa per quelle onlus (pur riconosciute dall'Agenzia delle Entrate ed iscritte al registro del volontariato no-profit delle Regioni), che ne avrebbero maggior necessità in quanto vengono sostenute, a spese e con gran fatica, da volontari privati e che sicuramente sono il numero più esiguo. Queste, non avendo gli immobili di proprietà, sopravvivono solo usufruendo della generosità del privato.

Nel caso in esame, l'immobile viene ceduto in comodato d’uso gratuito quale sede legale ed operativa sin dalla costituzione dell'Associazione onlus che risale al 2010. Qui sono residenti, per necessità logistiche e gestionali, la presidente dell'Associazione e sua figlia disabile al 100%.

II proprietario dell'edificio che ha rinunciato a commercializzarlo e sostiene anche tutte le spese per luce, metano, acqua ecc., vive di pensione ed ha già dilapidato tutti i risparmi; qualora continuasse a pagare l'IMU (il Comune la considera seconda casa) si troverebbe impossibilitato a proseguire  nell’aiutare l'Associazione e sarebbe costretto a "sfrattarla" per vendere l’edificio. Conseguentemente l'Associazione ridurrebbe l’attività e successivamente sarebbe costretta a ...chiudere. Nonostante tutto, non sembra un ottimo esempio di sostegno sociale ai diversamente abili da parte dello Stato, Comuni ed Enti. Anche qui come per i ciechi che non sono più ciechi ma “non vedenti” è stato fatto un grande passo avanti ma solo come progresso linguistico: non più handicappati ma “diversamente abili.

C'è la possibilità che chi può,  riprenda in esame il provvedimento e renda giustizia a chi, ripeto, con grande fatica cerca di tirare avanti?

 

Antonietta Valente 

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2h (inviato 14.5.13 h. 20)

Egr. Presidente, un caro amico mi prega di postare per lei Grazie

 

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