Ma questi grillini...

Alle ultime consultazioni politiche del 24 e 25 febbraio scorso, circa otto milioni e mezzo di italiani si sono espressi per il Movimento cinque stelle. Anche le previsioni più ottimistiche sono state smentite. Nessuno, neanche il Guru del Movimento, l’ex comico Beppe Grillo, avrebbe mai sperato di fare il pieno come ha fatto. Immagino che perlomeno la metà dei candidati presentati siano stati utilizzati quasi esclusivamente per riempire le liste. La sorpresa è stata tale che addirittura interi gruppi familiari si sono ritrovati nominati deputati o senatori. Anche per loro all’inizio non è stato facile credere alla vincita di questa ricca lotteria. Molti di quei giovani, da disoccupati o sottoccupati si sono ritrovati “onorevoli”. Questo grande numero di neofiti della politica, quasi all’oscuro dei regolamenti e della prassi parlamentare, ha fatto una delle cose che oggi la televisione insegna facendosi rincorrere dalle telecamere di giornalisti che, nel tentativo di capire qualcosa di più, cercano di ottenere maggiori informazioni su come questo nuovo Movimento intende porsi nei confronti della domanda pressante proveniente dal Paese. Un’intervista ben fatta nasconde sempre qualche insidia, lo sanno bene anche quei politici di lungo corso che spesso rifiutano anche per non rischiare risposte azzardate. Ma i componenti del Movimento al loro primo attimo di notorietà perché dovrebbero rifiutare scappando come hanno sempre visto fare ai loro colleghi più consumati? Dalle loro fughe in avanti si nota chiaramente il timore della domanda ma nel contempo traspare il piacere per questo passaggio improvviso dal completo anonimato alla notorietà. Vorrebbero darsi alle telecamere. A casa parenti, amici e conoscenti sono lì in attesa di vederli ma loro, nella grande maggioranza, anche se ben istruiti e laureati, sono ancora molto impacciati e corrono, corrono perché così se la domanda che sentono con la coda dell’orecchio li compromettesse nella risposta, potrebbero ancora allungare il passo e fingere questa grande fretta che invece proprio non c’è e non ha motivo di esserci perchè oramai la campanella non suona più.

I due Guru del Movimento lo sanno bene. Non possono permettere che risposte avventate date in pasto alla platea dei telegiornali nazionali denuncino l’inaffidabilità politico-culturale di questo numeroso gruppo che, comunque, è investito da grandi responsabilità.

Sono Deputati e Senatori della Repubblica che per un pelo, ma solo per un pelo, nell’ultima consultazione elettorale non hanno avuto il mandato pieno per governare questo Paese. Sono quasi tutti giovani e giovanissimi che anziché utilizzare il computer solo per videogiochi, per ciattare o per visitare siti porno dei quali il web abbonda, hanno seguito l’ex comico Grillo nella sua eterna contestazione nei confronti di tutto ed in particolare dell’autorità costituita. L’hanno seguito iscrivendosi al suo sito e accompagnandolo per le piazze del nostro Paese non solo per il piacere della sua comicità ma principalmente per contestare insieme a lui l’andamento della nostra Società reso sempre più osceno da fatti gravi perpetrati a danno di tutti noi in particolare da individui provenienti da ogni parte della classe politica.

Dunque tutto giusto, c’è chi ruba e chi contesta. Questi contestatori che si fanno chiamare Cittadini e non onorevoli, che presenziano alle parate rifiutando i privilegi dei primi posti destinati alle autorità ma vi partecipano e basta, che tentano di ridursi gli stipendi contestando l’esagerazione dei compensi della attuale classe politica, sarebbero quello che ci vuole per rinnovare la nostra Società solo se non risultassero strumentalizzati e succubi di chi li dirige. Assistiamo all’assurdo: a loro, che dovrebbero rappresentare la classe più elevata ed autonoma della nostra Società, viene proibito qualcosa che per tutti non solo è garantita ma addirittura auspicabile perché la democrazia possa raggiungere la sua massima espressione. Proibire di partecipare al dibattito politico prendendo parte a trasmissioni televisive radiofoniche od altro per affrontare gli argomenti più attuali confrontandosi con chi ha opinioni diverse, fa di questa situazione un qualcosa di veramente offensivo e denaturante per l’animo umano. A mio avviso si tratta di vero crimine perché configura il tentativo di plagio.

Uno di loro, un ribelle che non accetta questo diktat è stato “processato” e giudicato da espellere. Cercando giustificazioni, si è detto che tutti gli inseriti nelle liste elettorali hanno sottoscritto l’accettazione di questa clausola del regolamento del Movimento 5 Stele. E qui riprendo il titolo di queste mie riflessioni: OGNI PATTO CONTRARIO E’ NULLO. Si tratta della regola che per decenni ha gestito i rapporti civili nel nostro Paese e, per estensione e consuetudine, applicabile anche al caso in esame.

Non è assolutamente possibile, con qualsivoglia patto, togliere all’uomo la libertà di parola che nel nostro caso viene riconosciuta e garantita anche dalla Costituzione .

Ritengo che debba essere condannabile non solo moralmente ma anche giuridicamente chi opera un tentativo simile ed arrivo ad augurarmi che i responsabili vengano inquisiti perchè, a mezzo della violazione della dignità umana, si attenta alla destabilizzazione del nostro ordine democratico.

 

R. Caponeri  20.04.2013